La Storia del Mobile non può dimenticare la storia di un'importante realtà divenuta istituzione quale quella rappresentata dal Consorzio La Permanente Mobili, nato e fortemente voluto nel 1893 per iniziativa di un gruppo di qualificati artigiani di Cantù.

L'intento fu quello di unire le proprie forze per poter esporre al pubblico, allora soprattutto milanese, i propri prodotti in un unico grande edificio. Si poteva così offrire una visione globale della produzione mobiliera del contesto canturino, favorendone la vendita, ma non solo.

Era ed è rimasto un importante momento di aggregazione per i propri associati, utile al confronto e allo scambio di esperienze e conoscenze. Esperienze e conoscenze che hanno contribuito all’affermazione del mobile di Cantù in tutto il mondo.
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Quinta Selettiva, 1963. I componenti della giuria Paul Reilly, Finn Juhl, Franco Albini, Pier Giacomo Castiglioni - Foto di Gianni Paini
Nel corso del Novecento, La Permanente Mobili di Cantù ha dato voce a una generazione di designer visionari, trasformando idee in icone senza tempo. Oggi, la riedizione della collezione in “Selettiva for All” rappresenta un dialogo tra epoche, celebrando l’artigianalità e la creatività che da sempre guidano la nostra storia.

Come disse Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”. Ispirata a questa idea, la collezione invita a un viaggio di riscoperta che non si esaurisce nella ricerca dell’ignoto ma nella capacità di guardare con occhi nuovi ciò che è già presente. Ogni pezzo è un tributo ai designer che hanno partecipato ai concorsi, reinterpretato con una sensibilità contemporanea. Il risultato è un delicato equilibrio tra passato e presente, dove ogni prodotto rivela forme e dettagli di sorprendente attualità.

L’obiettivo non è quindi riproporre, ma evolvere: Selettiva for All è una collezione in cui convivono memoria e innovazione, perché l’eredità del design è viva e in costante trasformazione.
Ogni dettaglio riflette una storia, un’esperienza e una passione per l’eccellenza artigianale italiana.
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Da oltre un secolo, La Permanente Mobili di Cantù è il punto di incontro tra la visione di un design innovativo e l’eccellenza della manifattura italiana. Oggi, forte della sua storia e della rete di competenze che il consorzio rappresenta, si proietta verso il futuro con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel mercato del mobile, sia in Italia che a livello internazionale.

La missione è chiara: portare il valore del mobile di Cantù nel mondo, mantenendo intatta la tradizione della qualità artigianale, aprendosi a nuove forme di progettualità e collaborazione.

La Permanente Mobili di Cantù non è solo un nome della storia del mobile: è un laboratorio di idee, un ecosistema di eccellenze che guarda avanti. Con uno sguardo rivolto al futuro, continueremo a trasformare la visione dei designer in creazioni senza tempo, portando la qualità e il savoir-faire di Cantù nel mondo.
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  • Carlo Hauner
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    Nato a Brescia nel 1927, Carlo Hauner è stato un designer poliedrico, attivo nei campi del tessile, della ceramica, dell’arredo e dell’architettura. Dopo aver studiato disegno tecnico all’Accademia di Brera a Milano nel 1936, espose i suoi lavori alla Biennale di Venezia del 1948, per poi trasferirsi in Brasile, dove avviò un’azienda di produzione di mobili. Acquistò una fabbrica da Lina Bo Bardi e Pietro Bardi, rinominandola Móveis Artesanal. Nel 1953 incontrò Martin Eisler, con il quale fondò una prolifica collaborazione. Insieme aprirono la Galeria Artesanal, un showroom situato nel cuore di San Paolo. In seguito, l’azienda si evolse in Forma, diventando un punto di riferimento per la produzione di mobili in Brasile.

  • Ilmari Tapiovaara
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    Nato in Finlandia nel 1914, Ilmari Tapiovaara è stato un architetto d’interni di grande rilievo, noto per il suo lavoro nel settore dell’arredo e del tessile. Figura chiave del Modernismo Scandinavo, si laureò nel 1937 e lavorò come apprendista nello studio parigino di Le Corbusier, per poi entrare in Asko, la più grande azienda di mobili finlandese, come designer e direttore artistico. Nel 1951 fondò il proprio studio, intraprendendo collaborazioni su progetti indipendenti. Profondamente influenzato dal lavoro di Alvar Aalto, cercò di portarne avanti i principi nel proprio design. Nel corso della sua carriera ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui sei Medaglie d’Oro alle Triennali di Milano, il Good Design Award di Chicago (1951), la Medaglia Pro Finlandia (1959) e il Premio di Stato Finlandese per il Design (1971).

  • Niko Kralj
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    Nato nel 1920 a Zavrh pri Trojanah, nell’odierna Slovenia, Niko Kralj fu un pioniere del design industriale nell’Europa dell’Est. Seguendo le orme del padre, trascorse l’adolescenza come falegname prima di laurearsi in architettura nel 1952. Tra le sue creazioni più celebri figurano le sedie della serie Rex, le Mosquito Chairs e la Shell Lounge. Durante la sua carriera, Kralj registrò 118 brevetti, partecipò a 94 esposizioni internazionali e pubblicò oltre 100 articoli sul design. Vinse numerosi premi, tra cui tre primi premi e un secondo premio alla Mostra Selettiva e Concorso Internazionale del Mobile di Cantù nel 1957, 1963 e 1965.

  • Peter Karpf
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    Nato a Copenaghen nel 1940, Peter Karpf è un architetto e designer danese noto per il suo approccio innovativo al design del mobile. Iniziò la sua carriera alla fine degli anni ’50 come ebanista presso Fritz Hansen, per poi studiare alla Copenhagen School of Arts and Crafts nei primi anni ’60. Collaborò con importanti figure come Grete Jalk e Arne Jacobsen, affinando il suo stile e sviluppando una filosofia progettuale distintiva. È particolarmente noto per le sue sperimentazioni nella curvatura del legno, con cui ha creato mobili dalle forme scultoree, minimali e funzionali. Le sue opere fanno parte delle collezioni di istituzioni di prestigio, tra cui il MoMA di New York e il Victoria & Albert Museum di Londra.

  • Pieter De Bruyne
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    Nato in Belgio nel 1931, Pieter De Bruyne è stato un architetto d’interni e designer di mobili, tra i precursori del postmodernismo. Durante la sua carriera progettò oltre 200 pezzi di arredo e oggetti, più di 175 interni e architetture, oltre a cinque lampadari per Arteluce (Gino Sarfatti) e Stilnovo. Laureatosi nel 1953 alla Sint-Lucas School di Bruxelles, vinse numerosi concorsi di design, tra cui La Permanente Mobili di Cantù nel 1961. Le sue creazioni, fortemente ispirate dai suoi viaggi, incorporano spesso elementi esotici, soprattutto dopo il 1970. L’intero archivio del suo lavoro è oggi custodito presso il Design Museum Gent.

  • Taichiro Nakai
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    Taichiro Nakai è stato un designer giapponese attivo nel secondo dopoguerra, noto per il suo contributo alla diffusione del design giapponese a livello internazionale. Purtroppo, la sua figura è poco documentata e spesso trascurata nella storia del design. Uno dei pochi dettagli noti riguarda la sua partecipazione alla Prima Mostra Selettiva del Mobile di Cantù, dal 17 settembre al 5 ottobre 1955. In quell’occasione, Nakai progettò un ambiente completo, comprensivo di divano angolare, tavolino da caffè, libreria, poltrone e lampade. Il suo lavoro rappresentava una perfetta sintesi tra il modernismo internazionale e gli elementi della tradizione giapponese, coniugando semplicità ed eleganza.

Nato a Brescia nel 1927, Carlo Hauner è stato un designer poliedrico, attivo nei campi del tessile, della ceramica, dell’arredo e dell’architettura. Dopo aver studiato disegno tecnico all’Accademia di Brera a Milano nel 1936, espose i suoi lavori alla Biennale di Venezia del 1948, per poi trasferirsi in Brasile, dove avviò un’azienda di produzione di mobili. Acquistò una fabbrica da Lina Bo Bardi e Pietro Bardi, rinominandola Móveis Artesanal. Nel 1953 incontrò Martin Eisler, con il quale fondò una prolifica collaborazione. Insieme aprirono la Galeria Artesanal, un showroom situato nel cuore di San Paolo. In seguito, l’azienda si evolse in Forma, diventando un punto di riferimento per la produzione di mobili in Brasile.

Nato in Finlandia nel 1914, Ilmari Tapiovaara è stato un architetto d’interni di grande rilievo, noto per il suo lavoro nel settore dell’arredo e del tessile. Figura chiave del Modernismo Scandinavo, si laureò nel 1937 e lavorò come apprendista nello studio parigino di Le Corbusier, per poi entrare in Asko, la più grande azienda di mobili finlandese, come designer e direttore artistico. Nel 1951 fondò il proprio studio, intraprendendo collaborazioni su progetti indipendenti. Profondamente influenzato dal lavoro di Alvar Aalto, cercò di portarne avanti i principi nel proprio design. Nel corso della sua carriera ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui sei Medaglie d’Oro alle Triennali di Milano, il Good Design Award di Chicago (1951), la Medaglia Pro Finlandia (1959) e il Premio di Stato Finlandese per il Design (1971).

Nato nel 1920 a Zavrh pri Trojanah, nell’odierna Slovenia, Niko Kralj fu un pioniere del design industriale nell’Europa dell’Est. Seguendo le orme del padre, trascorse l’adolescenza come falegname prima di laurearsi in architettura nel 1952. Tra le sue creazioni più celebri figurano le sedie della serie Rex, le Mosquito Chairs e la Shell Lounge. Durante la sua carriera, Kralj registrò 118 brevetti, partecipò a 94 esposizioni internazionali e pubblicò oltre 100 articoli sul design. Vinse numerosi premi, tra cui tre primi premi e un secondo premio alla Mostra Selettiva e Concorso Internazionale del Mobile di Cantù nel 1957, 1963 e 1965.

Nato a Copenaghen nel 1940, Peter Karpf è un architetto e designer danese noto per il suo approccio innovativo al design del mobile. Iniziò la sua carriera alla fine degli anni ’50 come ebanista presso Fritz Hansen, per poi studiare alla Copenhagen School of Arts and Crafts nei primi anni ’60. Collaborò con importanti figure come Grete Jalk e Arne Jacobsen, affinando il suo stile e sviluppando una filosofia progettuale distintiva. È particolarmente noto per le sue sperimentazioni nella curvatura del legno, con cui ha creato mobili dalle forme scultoree, minimali e funzionali. Le sue opere fanno parte delle collezioni di istituzioni di prestigio, tra cui il MoMA di New York e il Victoria & Albert Museum di Londra.

Nato in Belgio nel 1931, Pieter De Bruyne è stato un architetto d’interni e designer di mobili, tra i precursori del postmodernismo. Durante la sua carriera progettò oltre 200 pezzi di arredo e oggetti, più di 175 interni e architetture, oltre a cinque lampadari per Arteluce (Gino Sarfatti) e Stilnovo. Laureatosi nel 1953 alla Sint-Lucas School di Bruxelles, vinse numerosi concorsi di design, tra cui La Permanente Mobili di Cantù nel 1961. Le sue creazioni, fortemente ispirate dai suoi viaggi, incorporano spesso elementi esotici, soprattutto dopo il 1970. L’intero archivio del suo lavoro è oggi custodito presso il Design Museum Gent.

Taichiro Nakai è stato un designer giapponese attivo nel secondo dopoguerra, noto per il suo contributo alla diffusione del design giapponese a livello internazionale. Purtroppo, la sua figura è poco documentata e spesso trascurata nella storia del design. Uno dei pochi dettagli noti riguarda la sua partecipazione alla Prima Mostra Selettiva del Mobile di Cantù, dal 17 settembre al 5 ottobre 1955. In quell’occasione, Nakai progettò un ambiente completo, comprensivo di divano angolare, tavolino da caffè, libreria, poltrone e lampade. Il suo lavoro rappresentava una perfetta sintesi tra il modernismo internazionale e gli elementi della tradizione giapponese, coniugando semplicità ed eleganza.